27. 12. 2010

Le radici dell'erba è un libro bellissimo. L'ho preso in mano e non l'ho lasciato finché non ho finito di leggerlo: è b-e-l-l-i-s-s-i-m-o. Dovresti fare qualcosa per farlo conoscere, davvero. Mi è piaciuto infinitamente e vorrei che tutti potessero leggerlo. Perché non vai in televisione a parlarne?
Antonia Lestingi
( una prof.)

Cara una prof,
la tua genuinità m'incanta. Mi devo accontentare di scrivere e di avere lettori dal cuore candido come il tuo (ed è tanto). La televisione rientra tra i giochi di potere riservati a pochi. Grazie dell'entusiasmo che hai provato e grazie di avermelo comunicato.
Bruna

20. 01. 2011

Ho letto Le radici dell'erba e lo ha letto anche mio marito. Ci è piaciuto tanto. Ci ha parlato di cose che noi neanche avremmo immaginato. Ci ha fatto sognare e ci ha sconvolto per le violenze e i misteri inimmaginabili e allo stesso tempo ci ha sbalordito per l'eleganza e la poesia del tuo modo di scrivere. Grazie, davvero infinitamente.
Luisa Marconi

Cara Luisa,
sono io che ringrazio te (e lo faccio dal profondo del cuore dei mondi in estinzione che canto e dei loro respiri-terre-usanze-vite-calli-dolori che vivono ormai soltanto nel vento).
Bruna

17.02.2011
Ho apprezzato molto Le radici dell'erba. E' davvero un bel libro. E' una lettura piacevole e non solo, perché contiene approfondimenti introvabili altrove e svela segreti che nessuno conosceva prima. L'ho letto con gran piacere, l'ho passato a mia figlia e lo sto consigliando vivamente a coloro che incontro.
Come sta andando? Dovrebbe andare molto bene, perché è proprio il genere di libro che suscita l'interesse della gente.
Emidio Cozzi

Grazie, caro Emidio. Non so rispondere sul "come stia andando". Certo è che, anche se non ho mai scritto a fini di lucro, qualche entrata da tramutare in aiuto per madre Semira, i suoi ottocento bambini nigeriani e gli ultimi della terra, che abbondano in Nigeria, sarebbe una benedizione. Le radici dell'erba meriterebbe un ritorno economico sufficiente a "esondare" dal "cassetto" dell'editore e a giungere a coloro cui mi piacerebbe destinarlo. Ha il "potenziale" necessario a conquistare i lettori, perché parla dell'Africa e di una sua nazione (che è stata ed è oggetto di stragi e di drammi che preoccupano il mondo) e lo fa con il lirismo idoneo a salvare le ali del sapere antico e quelle della speranza. La gente potrebbe leggerlo, regalarlo, usarlo per scoprire informazioni e segreti e per varie altre ragioni. Sognare che accada il miracolo mediatico che lo permetta non è vietato... Un focus di riguardo da parte dell'editore (che è dotato di mezzi straordinari) aiuterebbe. Ti dirò una cosa, per rendere chiaro il concetto. Sono tornata dall'Africa (e non sono ancora ripartita), per rispondere all'invito dell'editore alla fiera Più Libri Più Liberi, che si è tenuta a Roma, in Dicembre. Gli stand erano addirittura due, uno su ogni piano della fiera. Il mio libro non era in nessuno dei due. Lo feci notare alla responsabile, nello stand del secondo piano. Si assentò, per un attimo, e tornò con due copie de Le radici dell'erba. Una delle copie fu usata nell'intervista, che mi fu fatta da Cristian Floris, e sparì, non so dove. L'altra fu esposta su uno scaffale e scomparve immediatamente, perché fu comprata, alla velocità della luce, da una delle visitatrici della fiera, che aveva l'aria di aver trovato un tesoro. La mia testimonianza sarà pure di parte, ma la garantisco sincera al 1000/100: sono rimasta per molte ore accanto allo stand situato al secondo piano e ho visto la gente passare, guardare e riguardare i libri privilegiati (al contrario del mio) dall'esposizione sul bancone e passare oltre senza acquistare. Ho assistito, in tutto il lungo tempo passato lì, soltanto a un paio di acquisti molto meditati. Ciò non vuol dire che non ci fossero opere valide, interessanti e degne di lettura, per carità, ma soltanto che l'attenzione della gente ha parametri difficili da prevedere. Ho avuto la riprova che, forse per il momento storico particolare in cui siamo immersi, l'Africa cattura e tiene avvinta l'attenzione, invece. La breve apparizione de Le radici dell'erba nella fiera ha detto chiaramente e in modo inequivocabile che si tratta di un libro che non rimane esposto a lungo/ un libro che è impossibile non notare/ un libro che, essendo come un oblò aperto sull'Africa, calamita l'interesse. Non so se dieci copie de Le radici dell'erba sarebbero sparite con la stessa velocità (né se lo stesso sarebbe accaduto e cento copie o a mille o a più, per così dire). Non lo saprò mai, né lo saprà l'editore (e l'ironia della sorte è che non c'è editore non interessato al guadagno).
Bruna
-P. S. maggio 2011- Il 14 maggio sono andata al salone del libro di Torino, rispondendo sempre all'invito dell'editore. Si è ripetuta esattamente la stessa scena che ho già descritto per la fiera di Roma: il solo e unico libro tirato fuori ed esposto, dopo mia richiesta, è stato adocchiato, esattamente due secondi dopo che era stato esposto, da una persona che è andata via stringendoselo al petto. Tutto ciò conferma pari pari quanto ho scritto in febbraio. Non conosco il senso delle fiere del libro, perché credo di aver capito che nessun editore porti più di quattro o cinque copie per autore (o dieci, per quelli "famosi") e che non esponga nessun elenco, dal quale i visitatori possano, eventualmente, prendere i titoli e i dati necessari ad acquisti postumi. Non so, perciò, onestamente, quale tipo di "promozione" rappresenti una fiera del libro, per gli autori singoli.

20. 06. 2011

IL MESSAGGIO SOTTOSTANTE è stato inviato a mio marito da un suo amico, che io non conosco. Lo inserisco, qui, tra quelli a me indirizzati.
Bruna

Ciao, volevo dirti che il libro mi è piaciuto tantissimo, fai i complimenti a tua moglie per il modo in cui scrive. Ti inchioda sulle pagine del libro, ti coinvolge, ti lasci prendere dalla narrazione e non riesci a staccarti dalle pagine. E' una magia. Pensa che l'ultima sera ho fatto l'una di notte per riuscire a leggerlo tutto!!!! La narrazione non è pesante e riesce a trasmetterti i sentimenti dei personaggi, sia che sia la Nonna sia che sia Ebenyn. Riesce a descriverti in modo esatto il carattere dei personaggi, le tradizioni del luogo dov'è ambientato. Riesce a cogliere in poche parole, la natura dell'uomo, sia che sia in Italia od in Nigeria. Forse tua moglie, meriterebbe un'editore più importante, avrebbe più risonanza e venderebbe di più. Naturalmente so che, anche l'editoria italiana è soggetta alle leggi non scritte delle amicizie, del nepotismo, delle conoscenze. Peccato perchè sinceramente, come ti avevo detto ad Abuja, io non sono un lettore appassionato di romanzi, ma questi due che ho letto,sono fuori dal comune. Grazie per avermi dato la mpossibiltà di leggerli, ho scoperto qualcosa di nuovo e mi fatto passare qualche ora del mio tempo in pace. Quando ho finito l'ultimo ero felice, per il primo ero amreggiato, ma nonostante
tutto, mi ha fatto viaggiare con la mente, cosa non facile con gli scrittori moderni. Mi sembra di aver visto tutta la Nigeria. Grazie ancora e sopratutto ringrazia tua moglie.
Ciao al prossimo libro, naturalmente dopo le ferie.
Ciao, un abbraccio.
Mauro Vinieri.